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Chi mi conosce e segue il mio blog sa che molto raramente lo utilizzo per raccontare le mie esperienze personali, positive o negative che esse siano.
La delusione per questo evento peró è stata cosi forte, cosi come la mancanza di rispetto dimostrata da organizzatori e cantante stessa verso il pubblico che ho deciso di parlarvene.

Biglietti tribuna centrale, primo anello rosso, orario di inizio del concerto stampato sul ticket : ore 18.00.
Io e la mia amica, essendo di Milano, arriviamo tranquillamente  intorno alle 19, quando gia uno dei cantanti supporter si sta esibendo e mentre nel contempo sta iniziando a scendere una leggera pioggerellina.
Pioggerellina che in neanche 15 minuti si trasforma nel diluvio universale; noi per fortuna siamo all asciutto, ma i poveretti sulle tribune più in alto e sopratutto sul prato in pochi secondi diventano come panni stesi da strizzare.
Stoicamente comunque nessuno o quasi lascia i posti, fiduciosi del fatto che da li a poco il concerto sarebbe iniziato.
Arrivano le ore 21.00 e nulla; 21.30, 21.45, 22.00 e ancora niente: palco vuoto e luci semi spente mentre nel frattempo le temperature sono scese fino a toccare i 12 gradi.
Sono le 22.25 quando Miss Rihanna, con un ora e mezza di ritardo si degna di uscire sul palco mostrandosi a noi comuni mortali.
Ovviamente i saluti verso i fan presenti cosi come le scuse sono un optional; alla fine che saranno mai 90 minuti di ritardo che la metà del pubblico presente ha passato sotto grandine e vento?
La prima canzone è STAY, cantata, come tutte quelle a venire, solo per metà.
Di questa metá, un quarto è affidato al pubblico e ai suoi cori.
Il culmine lo raggiungiamo con UMBRELLA, hit di qualche anno fa che Rihanna in pratica fa  eseguire totalmente al pubblico, limitandosi a cantare forse due strofe. Il che mi viene sa dire è  quasi meglio, perché sulla voce dal vivo di RiRi, come la chiamano i fan, è meglio calare un sipario pietoso.
È la volta poi di altri successi che vengono puntualmente eseguiti in medley senza senso, mal accorpati e mixati, con lei che ogni 10 minuti circa interrompe lo show per bere e prendere fiato; credo sia inutile sottolineare che a 30 se non riesci a reggere 80 minuti scarsi di concerto live forse devi cambiare mestiere o, in alternativa iniziare ad andarci piano con sigarette e alcolici..
Interazione e dialogo con il pubblico uguale a zero, cosi come le scenografie dove si è andato ampiamente al risparmio.
Sorvoliamo poi sui balletti, patetici, ma questo si sa, Rihanna non sa ballare, e basta vedere un suo video per accorgersene.
Ore 23.40 il concerto più corto e direi anche piu brutto della storia finisce, tra la disapprovazione e la delusione generale.
Delusione di persone che magari avevano attraversato l’ Italia per assistere a questo show o che avevano risparmiato mesi per potersi comprare un biglietto che desse diritto ad una buona posizione.
Persone fuori dai cancelli dalle otto del mattino, incuranti di caldo e stanchezza solo per la speranza di poter vedere da vicino il loro idolo e che, anche sotto grandine e vento sono rimaste impavide e si, anche felici ad aspettare.
Come gia ho scritto su Facebook, molti di queste star mondiali, vedi RIhanna appunto, nascono nella miseria più nera, ma una volta agguantato il successo si dimenticano delle lacrime, delle attese, dei sacrifici affrontati nella vita per diventare cio che sono.
Ma sopratutto si dimenticano di rispettare e ringraziare ogni giorno chi ha loro permesso di arrivare dove sono arrivati: il pubblico.
Chapeau quindi ad artisti come Celine Dion, Elton John, Bruce Springsteen e, più recente, Beyonce, gente che sul palco non si risparmia, puntuale e precisa, il cui unico scopo è garantire il miglior spettacolo possibile ai loro fan.
Ma questa è un’altra storia..

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